A MAR DEL PLATA I FESTEGGIAMENTI PER IL 4 NOVEMBRE

6 novembre 2015

Una cerimonia organizzata da Consolato d’Italia, Associazione italiana di Ex Combattenti, Comites e Federazione di Società italiane di Mar del Plata

Mar del Plata – Si è svolta a Mar del Plata la cerimonia per la Festa del 4 novembre, per onorare l’impegno e il sacrificio delle Forze Armate e dei tanti militari italiani e per ricordare i vari episodi della nostra storia.

Il Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate è una festività della Repubblica Italiana, che ricorre il 4 novembre di ogni anno, in ricordo del 4 novembre 1918, in cui viene celebrato l’anniversario della vittoria e della fine della prima guerra mondiale per l’Italia.

Il 4 novembre è stata l’unica festa nazionale che, istituita nel 1922 abbia attraversato le età dell’Italia liberale, fascista e repubblicana. Fino al 1976 è stata un giorno festivo a tutti gli effetti. Dal 1977 in poi, a causa di una riforma del calendario delle festività nazionali introdotta per ragioni economiche con lo scopo di aumentare il numero di giorni lavorativi con la legge 5 marzo 1977 n. 54, è stata resa “festa mobile” che cadeva nella prima domenica di novembre. Nel corso degli anni ’80 e ’90 la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando, ma recentemente (in corrispondenza con la Presidenza della Repubblica di Carlo Azeglio Ciampi) è tornata a celebrazioni ampie e diffuse.

La cerimonia è stata organizzata dal Consolato d’Italia a Mar del Plata, dall’Associazione italiana di Ex Combattenti, dal Corpo Volontari della Libertà, dal Comites e dalla Federazione di Società italiane di Mar del Plata.

Dopo la Santa Messa presso la Cattedrale “De los Santos Pedro y Cecilia”, la comunità si è recata presso la Piazza Capitolina per il proseguo della cerimonia: erano presenti autorità, funzionari, dirigenti di associazioni, ed altri persone interessati.

Alla cerimonia si è fatto anche un minuto di silenzio in commemorazione della morte di MezzaVilla, un ex combattente argentino. (Luciano Fantini – La Prima Voce/Inform)