ANCORA: “EXPO MILANO 2015”

11 dicembre 2015

Riprendendo il discorso sull´Expo Milano 2015, abbiamo trovato un articolo a cura di Marco Del Corona che ci ha fatto riflettere: il confronto dell´Expo Shangai 2010 con quella italiana di cui sopra.

Di già non si possono confrontare le mele con le patate. “Le due Expo sono imparagonabili: per le caratteristiche dei Paesi ospitanti, per le ambizioni dell´organizzazione, per i tempi. Per la facilità –chiamiamola cosí- manageriale che un governo autoritario si può permettere nelle decisioni politiche e urbanistiche, demolizioni di interi quartieri comprese. Incommensurabili per le dimensioni dell´area coinvolta, che nella metropoli asiatica era oltre cinque volte quella di Milano. In altre parole: per tutto. Eppure, qualche considerazione in parallelo si può fare nella giornata dell´inaugurazione. Per la Cina di cinque anni fa, l´Expo di Shangai era la celebrazione di un Paese, fresca seconda economia del mondo: un trionfo della volontà davanti al mondo, ma ancora di più davanti alla propria popolazione.I visitatori alla fine, superarono i 70 milioni, una cifra consapevolmente fuori dalla portata di Milano. Ma erano per la stragrande maggioranza, cinesi, agricoltori delle province interne, masse rurali appena urbanizzate da città di secondo, terzo, quarto livello.

L´Expo 2015 chiama il mondo, lo invita per condividere una riflessione; e per quanto il giorno dell´inaugurazione non possa fare testo, la mescolanza di volti e di lingue, marca la prima differenza rispetto cinque anni fa. La Repubblica popolare si raccontava, diceva di sé, delle proprie conquiste, del nuovo status globale: un bis dell´Olimpiade di Pechino 2008. Qui invece, l´Italia si fa non tanto padrona di casa, quanto voce narrante; imposta il discorso (il Padiglione Zero assolve questa funzione), traccia un percorso. A Shangai non era cosí, e questa è la seconda differenza. Il tema di allora: “Better City, Better Life”, era in fondo, contiguo al Leitmotiv di quest´anno perché nutrire il pianeta, occorre garantire una vita migliore che oggi nel mondo diventa sempre più una vita urbana e, viceversa, una vita migliore si avrà solo quando tutto il pianeta sarà decentemente nutrito. Eppure il tema di Shangai si era dimostrato alla prova dei fatti lungo i sei mesi dell´esposizione, soprattutto un pretesto e una vasta cornice, non un vero comun denominatore.

Milano invece esibisce subito lo sforzo di creare una traccia da seguire, dalla quale i singoli padiglioni e i cluster (i gruppi tematici dei mini-padiglioni) ricevono senso al di là dell´interpretazione particolare. Le prossime settimane si parlerà del bilancio: come avrà vissuto il suo evento la megalopoli Shangai e come vivrà il suo, la nostra piccola Milano. Come l´Expo, diventerà (o no ), parte della vita quotidiana della popolazione. C´è tempo. Intanto, si nutra un po´ il pianeta. Almeno con le idee”.

E noi, italiani in Italia e italiani ovunque, cerchiamo anche noi di nutrire questo nostro pianeta, ma soprattutto (come scriveva Marco Del Corona) nutriamo le idee; facciamo che le nostre riflessioni vadano oltre i singoli egoismi e la sfrenata ambizione di potere in tutti i sensi. Nutriamo il pianeta con la volontà di fare il meglio, non solo per noi stessi, ma per tutta l´umanità. (Luciano Fantini - La Prima Voce)